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Non si sa se e' solo una provocazione, ma un gruppo di ingegneri dell'Universita' di Utrecht ha presentato un progetto di una diga da costruire sul Mar Rosso, che risolverebbe i problemi di energia della zona a scapito dell'intero ecosistema dell'area. Il famoso sviluppo sostenibile dov'e` andato a finire?
Caro Francesco, ho letto anche io la newsletter di Le Scienze in cui veniva riportata questa notizia. La prima cosa che ho pensato dopo averla letta è stata "Questo è uno scherzo!". E mi riferisco soprattutto all'ultima parte, quella in cui gli stessi autori del lavoro si rendono conto dei disastri che porterebbe la costruzione di questa diga faraonica (visto che siamo in zona piramidi e affini!). Non solo i "casini" naturali, ma anche la destabilizzazione di tutta l'area interessata sarebbe preoccupante. Non dimentichiamoci che sullo stretto interessato da questo progetto si affacciano paesi come Yemen e Sudan, due dei paesi indicati come a rischio terrorismo...quindi...ci adrei cauto con le soluzioni avveneristiche. In un altro blog ho scritto che questo progetto ricorda un po' la battuta che si fa: l'operazione è riuscita ma il paziente è morto. Risolviamo il problema dei gas serra (e magari bastasse una diga per farlo) ma per farlo devastiano il mondo. Quello stesso mondo che dovremmo salvare con qeusto tipo di misure. Che quegli ingegneri abbiano pensato a una terapia d'urto? Ciao
come non darti ragione. Si spera solo che questi progetti non siano altro che una pura provocazione e che il profitto a tutti i costi, per una volta, non passi.
Biologo, fotografo ed istruttore subacqueo. Le sue fotografie, di principale interesse biologico, sono state esposte al Museo di Storia Naturale di Milano, in una mostra sugli effetti dello tsunami del 2004 sulle barriere coralline dell'isola di Sumatra, Indonesia. Vincitore di diversi concorsi di fotosub, tra cui Il Mare a Milano, il concorso nazionale dell'Isola del Giglio, quello dell'Isola d'Elba e il Marine Genomics Europe Photo Contest. Una delle sue fotografie è stata scelta per il Tag di ingresso al parco marino di Bunaken, in Indonesia.
2 commenti:
Caro Francesco, ho letto anche io la newsletter di Le Scienze in cui veniva riportata questa notizia. La prima cosa che ho pensato dopo averla letta è stata "Questo è uno scherzo!". E mi riferisco soprattutto all'ultima parte, quella in cui gli stessi autori del lavoro si rendono conto dei disastri che porterebbe la costruzione di questa diga faraonica (visto che siamo in zona piramidi e affini!). Non solo i "casini" naturali, ma anche la destabilizzazione di tutta l'area interessata sarebbe preoccupante. Non dimentichiamoci che sullo stretto interessato da questo progetto si affacciano paesi come Yemen e Sudan, due dei paesi indicati come a rischio terrorismo...quindi...ci adrei cauto con le soluzioni avveneristiche. In un altro blog ho scritto che questo progetto ricorda un po' la battuta che si fa: l'operazione è riuscita ma il paziente è morto. Risolviamo il problema dei gas serra (e magari bastasse una diga per farlo) ma per farlo devastiano il mondo. Quello stesso mondo che dovremmo salvare con qeusto tipo di misure. Che quegli ingegneri abbiano pensato a una terapia d'urto?
Ciao
Caro Claudio,
come non darti ragione.
Si spera solo che questi progetti non siano altro che una pura provocazione e che il profitto a tutti i costi, per una volta, non passi.
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